Nasce
a Roma nel 1964, figlio d'arte di (
Francesco Soriano – attivo dal
1960-2005, corrente burriana ).
Diego Soriano artista autodidatta,
apprende dal padre (col quale gestiva,
la bottega d'arte del Soriano di via
Orti a Milano ), restauro del
mobile,scultura su legno, restauro
pittorico.
Collabora con lo studio di restauro e
decorazione " le quadrature " ( Milano ),
esegue lavori di decorazione e restauro
per la " bottega del Casè "( Milano ).
Nel 1989
apprende ( sempre da autodidatta )
l'arte orafa. Realizza circa cinquanta
gioielli che vengono venduti a una
ristretta cerchia di collezionisti.
Subito
dopo produce una serie di mini sculture
in argento che riscuotono un notevole
successo.
Nell’ ambiente artistico milanese,
alcune delle quali eseguite nella
sofisticata tecnica dell' autofusione.
Si
interessa:
Di fotografia artistica e progettazione
d’interni.
Disegna e realizza 3 locali:
1. 1996 - discoteca "bombastic" Cologne,(
BS )
2. 1997-Art café "Fellini",( BS )
3. 2005-bar gelateria "peccati di gola"
Lanzarote - Spagna ( Isole Canarie ).
Diego Soriano disegna, dipinge, e
scolpisce dal 1986. Ancora ragazzo si
interessa, all'astratto, informale,
eseguendo i suoi lavori con tecniche
miste, sperimentali e polimateriche;
combinando materiali, feticci e insolite
soluzioni, realizza originalissime opere
che si collocano perfettamente nel
contemporaneo panorama artistico degli
anni 2000.
Nel 2002 si trasferisce in Spagna prov.
di Leon.
Qui realizza una serie di opere,( stucco
su legno ) che espone: nel art cafè il
”Museo” e al ”Moma ” di Ponferrada (
Leon ).
Nel 2003
si trasferisce a Lanzarote ( Isole
Canarie ) dove a luogo una mostra
personale nella suggestiva struttura
cult dell’isola ( La queva del Lagomar
),a Nazaret. ( Lanzarote ).
Oggi
presenta una serie di opere “ il
deserto", realizzata con stucchi, ossa,
corde, chiodi, legno, radici, acrilici,
ecc.
Con la
quale aspira a far leva sulla coscienza
umana.
E’ urgente che l'uomo si renda
conto che siamo arrivati al punto di non
ritorno. L'attuale degrado ambientale e
umano sono a uno stadio tale da
rischiare di lasciare dietro di noi "il
deserto".
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